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Nel corso del 2019, l'Osservatorio Gocce d'Acqua, ha raggiunto quota 35 adesioni. L'Osservatorio si pone l'obiettivo di tutelare, sostenere e assistere  i Comuni che vorrebbero continuare a gestire autonomamente il servizio idrico, nel rispetto della normativa vigente.

Come è noto, la gestione del servizio idrico è disciplinata dal Testo Unico Ambientale (Decreto Legislativo n. 152/2006). Di norma viene previsto un solo gestore per ambito territoriale ottimale. L’art. 147 comma 2 bis del Testo Unico Ambientale però prevede due eccezioni:

  1. a) le gestioni del servizio idrico in forma autonoma nei comuni montani con popolazione inferiore a 1.000 abitanti già istituite ai sensi del comma 5 dell'articolo 148;
  2. b) le gestioni del servizio idrico in forma autonoma esistenti, nei comuni che presentano contestualmente le seguenti caratteristiche:

- approvvigionamento idrico da fonti qualitativamente pregiate;

- sorgenti ricadenti in parchi naturali o aree naturali protette ovvero in siti individuati come beni paesaggistici ai sensi del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42;

- utilizzo efficiente della risorsa e tutela del corpo idrico.

 Quindi, la gestione del servizio idrico da parte del Comune è ancora possibile...però è indispensabile prima di tutto essere legittimati dal regolatore locale (EGATO) ed inoltre adempiere alle tante disposizioni stabilite da ARERA e dal legislatore nazionale e regionale.

http://www.goccedacqua.it/index.php

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A partire dal 17/07/2019, limitatamente al bonus idrico e per le sole domande oggetto di allineamento, sarà possibile effettuare il riesame di tali domande anche oltre i termini oggi previsti per l'utilizzo di tale funzionalità (ovvero entro la fine del periodo potenziale di agevolazione). Potranno pertanto arrivare ai Gestori domande con periodi di agevolazione già scaduti. 
Tale eccezione applicativa, sulla base di quanto indicato da ARERA, sarà in vigore fino al 31/12/2019.

http://www.sgate.anci.it/?q=archivio-notizie/riesame-domande-idriche-riallineate

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Webcom TLC, con particolare riguardo alle tematiche di qualità del servizio idrico così come sono prescritte nell’Allegato A alla delibera Arera n. 655/2015 (RQSII), ha predisposto:
- per i comuni al di sotto dei 1000 abitanti un offerta flat per il servizio numero verde di accesso al pubblico;
- per tutti gli altri gestori dei servizi idrici un offerta per il servizio di IVR (risponditore automatico con scelte ad albero) con elaborazione di statistiche relative ai parametri di qualità del servizio, così come prescritto agli articoli 57,58 e59 offerto all’utenza del suddetto Allegato A.
Entrambe le soluzioni non impattano sulla organizzazione telefonica della singola amministrazione e/o gestore del servizio idrico, in quanto effettuano la gestione in Rete Intelligente delle chiamate degli utenti dirette ai Numeri Verdi 800 prima di terminarle sugli accessi telefonici esistenti.

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Il volume raccoglie e indica i metodi analitici idonei alla determinazione dei parametri chimici nelle acque da destinare e destinate al consumo umano ai sensi del DL.vo 31/2001 (recepimento della Direttiva Europea 98/83/CE) e successive modifiche. I metodi sono stati elaborati o valutati dalla Sottocommissione del Comitato permanente di Studio sulle Acque del Ministero della Salute (ex art. 9 DM 26 marzo 1991) e pertanto sono considerare come metodi di analisi idonei all’impego per i controlli sulla qualità delle acque destinate al consumo umano di cui all’art. 11, comma 1, lettera d) del DL.vo 31/2001. Il campo di applicazione dei metodi è riferito ad acque da destinare e destinate a consumo umano, acque minerali naturali, termali e di sorgente, acque sotterranee e superficiali interne, acque utilizzate in produzione primaria e alimentare, acque utilizzate per la produzione di acque di dialisi, acque utilizzate per fini ricreazionali (centri spa, piscine) o per altre destinazioni d’uso, previa dimostrazione dell’ottenimento di prestazioni accettabili per gli analiti alle concentrazioni di interesse. Sono riportati nel volume anche i criteri per l’identificazione dei “gruppi di prove” che possono essere considerati ai fini dell’accreditamento obbligatorio (per singole prove o gruppi di prove), per i laboratori che eseguono i controlli interni ed esterni ai sensi del Decreto del 14 giugno 2017 in recepimento della Direttiva (UE) 2015/1787.

http://old.iss.it/publ/index.php?lang=1&id=3185&tipo=5

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Sul sito dell’ARERA è stato pubblicato il materiale aggiornato relativamente alla raccolta dei conti annuali separati per l’esercizio 2018.
 
 https://www.arera.it/it/operatori//unbundling.htm
https://www.arera.it/allegati/operatori/raccolte_dati/manuali/2018/contabilita18.pdf

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GreenValve, ideata dal Prof. Stefano Malavasi, realizzata da Interapp e brevettata dal Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale del Politecnico di Milano, è una nuova valvola di regolazione in grado di recuperare l'energia utilizzata nel processo di regolazione del flusso idrico in acquedotti di piccole e medie dimensioni. Il primo prototipo, che può sostituire una normale valvola di regolazione, è stato sistemato su un acquedotto di Vestone (BS). Un importante beneficio e punto di svolta è costituito dall'automazione delle reti idriche, volta ad alleggerire il problema dell'alimentazione, nonché dalla possibilità di reinvestire l'energia recuperata.

https://www.lastampa.it/tuttogreen/2019/08/17/news/l-acquedotto-intelligente-1.37346911

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È attualmente all’esame del Parlamento italiano una proposta di ripubblicizzazione del settore idrico (proposta di legge AC. 52). La presente relazione fornisce un’analisi di dati internazionali unitamente ad alcune considerazioni economiche attinenti alla proposta di legge in commento e ai dibattiti sulla nazionalizzazione in altri Paesi, astenendosi dal valutare se sia generalmente preferibile optare per una proprietà pubblica o privata nel settore idrico.
La relazione fornisce anche un quadro all’interno del quale elaborare i temi in esame.
In particolare, questa relazione evidenzia la complessità delle problematiche e il fatto che gli incentivi creati dal regime di regolamentazione sono verosimilmente più importanti rispetto al tema della proprietà delle infrastrutture e delle imprese di gestione.

https://www.cerre.eu/publications/propriet%C3%A0-e-gestione-del-settore-idrico-un-dibattito-internazionale-evoluzione

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Con la delibera 311/2019/R/idr, l’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente (ARERA) adotta le direttive per la gestione della morosità nel servizio idrico integrato (SII), che avranno applicazione a partire dal 1° gennaio 2020. Le misure adottate mirano al contenimento della morosità, nel rispetto dei diritti dell’utente e tenendo conto dell’equilibrio economico-finanziario della gestione. Prevedono infatti di non far ricadere sulla generalità degli utenti l’onere complessivo della morosità; garantiscono il quantitativo minimo vitale agli utenti domestici residenti, ancorché morosi, necessario al soddisfacimento dei bisogni fondamentali (tutelando in primo luogo le utenze vulnerabili); favoriscono il corretto esercizio degli strumenti di gestione del credito da parte del gestore (definendo procedure per la limitazione/sospensione della fornitura e per l’eventuale disalimentazione delle utenze morose, nonché assicurando che sia salvaguardata la copertura dei costi efficienti di esercizio e di investimento); assicurano all’utente finale sia l’adeguatezza e la trasparenza dell’informazione in merito alle azioni messe in atto dal gestore a tutela del proprio credito, sia la certezza delle modalità e delle tempistiche per lo svolgimento delle stesse.

https://www.arera.it/it/docs/19/311-19.htm

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L’art.1 (commi da 4 a 10) della legge 205 del 2017 ha rivoluzionato la normativa prevista nel codice civile relativa ai termini di prescrizione in riferimento ai corrispettivi dei conguagli nei settori energia elettrica, gas e (prossimamente) idrico, inserendo nella più generale definizione della prescrizione quale “modo generale di estinzione dei rapporti fondato sull'inerzia del soggetto titolare del diritto” una nuova fattispecie: accanto alla prescrizione ordinaria (art.2934 cc e ss) e la prescrizione breve (art.2948 cc), si realizza una prescrizione “brevissima” con il decorso di uno spazio temporale molto più limitato (due anni).
La legge 27 dicembre 2017 n.205 (“Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2018 e bilancio pluriennale per il triennio 2018-2020” pubblicata in G.U. Serie Generale n.302 del 29-12-2017 - Suppl. Ordinario n. 62) ha quindi introdotto una nuova disciplina sia sotto il profilo dei termini di prescrizione sia per la specificità dell’oggetto e cioè i consumi  di energia elettrica e gas e del settore idrico.

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Presso lo Studio Legale Satta Romano & Associati e con il patrocinio dell’Associazione Idrotecnica Italiana, della rivista ApertaContrada e di PW Advisory & Capital Services, in occasione della presentazione del libro “La gestione dei servizi pubblici e la dimonìa dello Stato”, di Renato Conti – Aracne Editrice, si è svolta una interessante tavola rotonda sul tema, di sempre maggior attualità, dell’organizzazione dei servizi pubblici e delle attività in concessione, tra istanze di ri-pubblicizzazione, esigenze di investimento e gestione industriale, ruolo dello Stato. Presenti, oltre all’Autore, il Prof. Avv. Filippo Satta, Emerito di Diritto Amministrativo; il prof. Antonio Massaruttto, Associato di Economia Applicata all’Università di Udine ed eserto di regolazione; il DG di Utilitalia, Giordano Colarullo, l’ing. Roberto Zocchi, European Business Director WRc - Water Research Centre e Segretario Generale dell’Associazione Idrotecnica Italiana, il Prof. Avv. Anna Romano, professore a contratto di diritto e legislazione dei LL.PP. e l’ing. Andrea Mangano, Managing Partner  di PW Advisory & Capital Services Italia e Vice Presidente dell’Associazione Idrotecnica Italiana. Folto ed attento il pubblico, che è intervenuto con ulteriori contributi di rilievo al dibattito.
Nel contesto del dibattito parlamentare sulla proposta di legge (prima firmataria l’On. Federica Daga, M5S) per la ripubblicizzazione del servizio idrico integrato, nonché delle vicissitudini legate alla concessione di Autostrade per l’Italia, l’Autore si interroga sull’esistenza di ragioni economiche, politiche, gestionali o storiche per accordare la preferenza al modello gestionale pubblicistico e deindustrializzato. Lo fa ripercorrendo le ragioni e gli sviluppi della stagione delle aziende municipalizzate e speciali, che non fu età dell’oro, e concludendo per l’insostenibilità, economica e giuridica, di una proposta che metterebbe a gravissimo rischio la capacità dell’Italia di colmare il gap impiantistico ed infrastrutturale che attanaglia i servizi pubblici, ed il SII in modo particolare, soprattutto al Centro-Sud, con un terzo della popolazione che non beneficia di allacci in fogna e/o di depurazione dei reflui e le conseguenti procedure di infrazione che costano al Paese diversi milioni di Euro all’anno.
L’assetto proprietario dei gestori, peraltro già soggetti al controllo pubblico nella gran parte dei casi, è totalmente irrilevante rispetto alla conduzione del servizio. Quello che conta, invece, è la definizione di un quadro stabile e chiaro di regole e controlli, uniformemente applicato in tutto il territorio, che dia certezza sull’attuazione dei programmi di investimento nella conservazione funzionale delle infrastrutture e degli impianti così come nello sviluppo delle nuove realizzazioni necessarie per garantire al Paese di rimanere al centro delle dinamiche economiche e sociali del nostro tempo.
La proposta di pubblicizzazione dei servizi idrici, in particolare, cela malamente un disegno per l’allargamento forzoso del perimetro dello Stato, che sottende il mito falso e bugiardo della pretesa corrispondenza tra pubblicità e gratuità del servizio – che non è e non può mai essere, e che solo sostituisce il prelievo fiscale a quello tariffario; e appare piuttosto interessata a ricondurre sotto la mano della politica la gestione dei miliardari flussi di investimento che dovranno essere destinati al SII nei prossimi anni. Non a caso, la proposta Daga mira anche a smantellare le competenze regolatorie dell’ARERA per riportarle in ambito ministeriale.
Non senza nascondere che qualche ragione si trova anche nel campo avverso:  sia per la scarsa qualità della comunicazione sin qui sviluppata dai soggetti gestori, che hanno così alimentato sospetti e cattivi pensieri, sia perché uno dei principali strumenti utilizzati per alleviare il peso degli investimenti dalle finanze pubbliche, la società mista, cioè un veicolo capitalista per il perseguimento di finalità pubblicistiche, si è rivelato un ibrido sterile e fuori dallo stesso controllo dei suoi ideatori, come la creatura di Frankenstein, piuttosto che un’evoluzione darwiniana della società di capitali; in esso impera il conflitto di interessi, cioè l’opposto di quel Partenariato Pubblico Privato che la Commissione Europea avalla invece proprio perché non è una privatizzazione.
È nella regolazione, da completare e da applicare in modo omogeneo sul territorio nazionale, che si può trovare il temperamento delle storture che pure, senza dubbio, si sono verificate nell’applicazione della Legge Galli (n. 36/94). Per questo l’Autore include nel libro una sua proposta, dove vengono dettati lo statuto e le finalità delle società concessionarie di servizi pubblici a rilevanza economica, distinguendo finalmente tra le diverse forme previste dalla legge – in-house providing, società mista e affidamento a terzi – in funzione degli obiettivi specifici che si intende raggiungere date le condizioni di ciascuna gestione; e dove si prevede un meccanismo di controlli sulle prestazioni tecniche ed economiche dei gestori, terziarizzato rispetto all’Autorità, eppure ad esclusivo beneficio di questa.

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