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Gli Stati membri dovranno garantire la fornitura gratuita di acqua negli edifici pubblici e dovrebbero incoraggiare ristoranti, mense e servizi di catering a fornire l’acqua ai clienti gratuitamente o a basso costo, come succede in Francia, dove ti portano direttamente al tavolo acqua del rubinetto in bottiglie riciclate. I Paesi UE dovranno inoltre adottare delle misure per migliorare l’accesso all’acqua per i gruppi vulnerabili, come i rifugiati, le comunità nomadi, i senzatetto e le culture minoritarie come i Rom. Il primo punto di maggior rilievo riguarda la rimodulazione dei valori limite per i parametri di qualità dell’acqua potabile, che dovranno poi essere stabiliti dagli Stati Membri in modo non meno stringente di quanto previsto nella Direttiva in esame. Nell’articolo 5 vengono richiamate le parti A, B, C e D dell’allegato I, in cui sono riportati i suddetti valori per ciascun parametro specifico. In continuità con la precedente Direttiva 98/83/CE, nell’articolo 6 viene confermato il rispetto del limite al rubinetto dell’utente per i parametri elencati nelle parti A e B dell’allegato I, relativi ad acqua fornita nelle reti di distribuzione. Monitoraggio e miglioramento della qualità dell’acqua del rubinetto Per consentire e incoraggiare le persone a bere l’acqua del rubinetto piuttosto che l’acqua in bottiglia, la qualità dell’acqua sarà migliorata imponendo limiti più severi per alcuni inquinanti, tra cui il piombo. Entro l’inizio del 2022, la Commissione redigerà e monitorerà un elenco di sostanze o composti. Tra queste vi saranno i prodotti farmaceutici, i composti che alterano il sistema endocrino e le microplastiche. La Commissione stilerà inoltre un elenco UE dove saranno indicate le sostanze autorizzate a venire a contatto con l’acqua potabile. In dettaglio:   La Direttiva mette in evidenza alcuni parametri venuti alla ribalta ultimamente come i PFAS, provenienti da scarichi industriali, che hanno pesantemente inquinato le acque sotterranee. Per tali sostanze sono stati introdotti i limiti di 0,50 ug/l per i PFAS totali e di 0,1 ug/l per la sotto famiglia di PFAS considerati di specifica preoccupazione per la salute riportati nell’allegato II parte B punto 3.  Importante anche la scelta di intervenire sui interferenti endocrini, in particolare il Bisfenolo-A, un parametro appartenente alla categoria degli interferenti endocrini, sostanze di origine varia ossia da composti farmaceutici, da prodotti industriali, ecc. che hanno la capacità di influenzare il sistema endocrino nell’uomo, in alcuni casi con effetti negativi.  Altro punto importante ed innovativo è l’introduzione della valutazione del rischio, che varrà anche per le reti domestiche, che si aggancia nella successiva predisposizione dei Piani di Sicurezza dell’Acqua e che porta a prevenire i possibili pericoli e di agire sulla loro prevenzione, per impedire che si verifichino situazioni di rischio. Un aspetto importante che potrebbe inserirsi in questo percorso è la protezione delle fonti di approvvigionamento attraverso varie azioni da parte del gestore, di cui la più determinante potrebbe essere l’acquisizione delle aree di approvvigionamento idrico.  Altro punto è la definizione della normativa relativa ai materiali a contatto con l’acqua potabile e dei mezzi filtranti e reattivi, che dovrà essere individuata dalla Commissione Europea.  La Direttiva si dilunga molto e a ragione sull’accesso all’acqua di tutti i cittadini e sulla corretta informazione al pubblico della qualità e della quantità dell’acqua distribuita. Contesto Secondo la Commissione europea, anche se in Italia sarà estremamente difficile, un minore consumo di acqua in bottiglia potrebbe aiutare le famiglie dell’UE a risparmiare più di 600 milioni di euro all’anno. Se la fiducia nell’acqua del rubinetto migliora, i cittadini possono anche contribuire a ridurre i rifiuti di plastica dell’acqua in bottiglia, il che ridurrebbe anche i rifiuti marini. Le bottiglie di plastica sono uno degli articoli di plastica monouso più comuni che si trovano sulle spiagge europee. Secondo GreenReport “Sotto questo profilo indubbiamente il nostro Paese avrebbe moltissimo da guadagnare. In Italia l’acqua del rubinetto presenta già parametri qualitativi tra i migliori del Vecchio continente, eppure l’italiano medio beve più acqua in bottiglia di tutti in Europa. E questo nonostante lungo lo Stivale l’acqua minerale  costi in media 6mila volte di più rispetto a quella in bottiglia. Resta invece molto da migliorare l’infrastruttura idrica: come testimoniano gli ultimi dati Istat, perdiamo qualcosa come il 42% dell’acqua immessa in rete, che viene sprecata senza neanche arrivare al rubinetto. Si tratta di 156 litri al giorno per abitante: quanto basterebbe a soddisfare ogni anno le esigenze idriche di circa 44 milioni di persone.” Fonte: http://www.risorsa-acqua.it/leggi/la-nuova-direttiva-ue-sulle-acque-potabili/

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Con delibera n. 15 del 26 gennaio 2021, l'Autorità irroga una sanzione amministrativa pecuniaria nei confronti del gestore Pavia Acque nella misura complessiva di euro 63.100. L'Autorità ha accertato la violazione, da parte di Pavia Acque S.c. a r.l., dell’articolo 17, commi 5 e 6, del MTI e dell’articolo 15, commi 5 e 6, del MTI-2, nonché degli articoli 14, comma 1, e 15, comma 1, del MTT, dell’articolo 21, commi 6 e 7, del MTI e dell’articolo 5 19, commi 6 e 7, del MTI-2,ed altresì dell’articolo 13, comma 1, del MTT, dell’articolo 21, comma 2, del MTI e dell’articolo 19, comma 2, del MTI-2, nonché dell’articolo 9, comma 1, della deliberazione 585/2012/R/idr. https://www.arera.it/it/docs/21/015-21.htm

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Saranno un’azienda italiana (Telereading) e una belga a realizzare e poi testare sul campo i contatori intelligenti di Smart.Met, il progetto finanziato dall’Unione Europea e guidato da un gruppo di sette utilities pubbliche europee che gestiscono i sistemi idrici, per indirizzare lo sviluppo di nuove tecnologie per la raccolta e la gestione intelligente dei dati di misurazione dei consumi idrici delle abitazioni.È terminata la fase di analisi delle offerte tecniche per implementare i prototipi proposti dalle tre aziende precedentemente selezionate. I gestori idrici del consorzio Smart.Met hanno annunciato oggi che, dopo una accurata selezione, i due contratti per lo sviluppo e il test sul campo dei contatori smart andranno all’italiana Telereading e alla belga Hydroko Ng.Le soluzioni proposte dalle due aziende dovranno prima passare un test tecnologico, che si svolgerà nei laboratori di Eau de Paris (Francia) e Budapest Waterworks (Ungheria), due dei sette gestori che compongono il consorzio Smart.Met. Superato questo step preliminare, ognuno dei due fornitori produrrà 1.500 pezzi del proprio prototipo innovativo di contatore intelligente. https://www.viveracqua.it/smart-met-in-fase-di-avvio-la-sperimentazione-sul-campo-di-3-000- prototipi/

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Con il provvedimento 520/2020 l'Autorità autorizza la Cassa per i servizi energetici ed ambientali ad erogare le quote di finanziamento di cui al comma 4.1 della delibera 425/2019/R/IDR, per la realizzazione di sette interventi, trasmessi dai relativi Enti di riferimento e contenuti nell'Allegato 1 al d.P.C.M 1° agosto 2019 con il quale è stato adottato il primo stralcio della sezione «acquedotti» del Piano nazionale di interventi del settore idrico, ai sensi del comma 516, articolo 1, della legge n. 205 del 2017, adeguando nel contempo - alla luce delle difficoltà connesse in particolate all'emergenza da COVID19 - le modalità di erogazione delle risorse, fino al 31 dicembre 2020, al fine di preservarne l'efficacia. https://www.arera.it/it/docs/20/520-20.htm

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La pubblicazione (lo scorso 28 dicembre) della sentenza n. 3006/2020 del TAR Sicilia, sez. I, in ordine alla richiesta di annullamento di alcuni provvedimenti con i (o in forza dei) quali l’Ente Acquedotti Siciliani in L.C.A. tentava di trasferire al Comune di Salemi le reti e gli impianti afferenti il servizio acquedottistico nel territorio comunale, offre l’occasione per una riflessione sul paradosso della “liquidazione impossibile” dell’Ente, sui risvolti occulti che dietro ad essa si celano e sul più vasto tema, che periodicamente riemerge, della paventata necessità di riformare la legislazione sul servizio idrico integrato. Il tutto nella prospettiva di quel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e di quella Next Generation Italy cui siamo tentati di guardare nella speranza di un (miglior) disegno per le sorti del nostro Bel Paese. L’Ente Acquedotti Siciliani, di seguito più brevemente EAS, fu istituito con Legge numero 24 del 19 gennaio 1942, in pieno tempo di guerra, al fine di provvedere alla costruzione, alla gestione ed alla manutenzione della rete acquedottistica siciliana, compresa l’assunzione in gestione degli acquedotti comunali allora esistenti. Da sempre gravato da condizioni di squilibrio economico (e finanziario), per trovarsi di fronte a costi largamente superiori alle entrate, e tenuto artificialmente a galla solo con impiego di pubbliche erogazioni a vario titolo, non è neppure mai stato davvero all’altezza del proprio compito, non essendo riuscito a completare la rete né ad unificarne la gestione, tantomeno a risolvere il problema dell’approvvigionamento di risorsa e di continuità del servizio. L’inadeguatezza della metodologia tariffaria CIPE, l’insufficienza dello scopo di business (non rientrano fra i suoi compiti le opere ed i servizi di fognatura e depurazione) ed il mancato raggiungimento della scala necessaria hanno lasciato in eredità un sistema infrastrutturale logoro oltre ogni ragionevole limite, un ente – in liquidazione dal 2004! – sommerso dai disavanzi di gestione (oltre 250 milioni di Euro al 31.12.2017), un servizio di qualità talmente scadente da legittimare, rispetto al Centro Nord della Penisola, l’uso dell’espressione Water Service Divide. Ciò che si legge fra le righe della sentenza in commento, però, è un ingrediente ulteriore, si direbbe presupposto, per tale fallimento: il disastro istituzionale, che con ritardi, omissioni, ambiguità ed irresolutezza ha messo l’EAS nelle condizioni di non poter mai realmente operare nel modo designato, così come di non poter essere più sciolto. C’è stata, insomma, una sorta di corrività – l’etimologia del termine appare quanto mai appropriata, e farebbe sorridere se non si versasse in temi invece drammatici – della parte politico-istituzionale, a livello regionale e forse anche nazionale. Questi lineamenti, che la sentenza esprime senza poterli commentare, meritano di essere affrontati, nel contesto della ricostruzione storica degli eventi. ......  Leggi l'articolo completo (PDF) 

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Sono state pubblicate sul sito Arera le recenti approvazioni degli specifici schemi regolatori, recanti le predisposizioni tariffarie per il periodo 2020-2023: 1) Delibera 22 dicembre 2020 n. 592/2020/R/idr: approvazione predisposizioni tariffarie per il periodo 2020-2023, proposte dal Consiglio di Bacino Polesine per il gestore Acquevenete S.p.A. https://www.arera.it/it/docs/20/592-20.htm 10 2) Delibera 15 dicembre 2020 n. 553/2020/R/idr: approvazione dello schema regolatorio per il periodo 2020-2023, proposto dall’Autorità Umbra Rifiuti e Idrico (AURI) per il gestore SII S.c.p.a https://www.arera.it/it/docs/20/553-20.htm 11 3) Delibera 9 dicembre 2020 n. 532/2020/R/idr: approvazione dello schema regolatorio per il periodo 2020-2023, proposto dall'Autorità Umbra Rifiuti e Idrico (AURI) per il gestore Valle Umbra Servizi S.p.A. https://www.arera.it/it/docs/20/532-20.htm 4) Delibera 1 dicembre 2020 n. 518/2020/R/idr: approvazione degli schemi regolatori per il periodo 2020-2023, proposti dal Consiglio di Bacino Veronese per i gestori Acque Veronesi s.c.a.r.l. e Azienda Gardesana Servizi S.p.A. https://www.arera.it/it/docs/20/518-20.htm

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Il 30 dicembre 2020 l’Assemblea di Ambito Territoriale Ottimale n. 1 Marche Nord - Pesaro e Urbino (A.A.t.o.), ha adottato lo schema di convergenza ai sensi dell'art. 31 del MTI-3 (de. Arera n. 580/2019) per il Comune di Pietrarubbia e per il Comune di Montecopiolo (Comuni Riuniti srl). Lo schema di convergenza, rappresenta una novità nel sistema regolatorio del servizio idrico e permette ai gestori in difficoltà (anche Comuni salvaguardati ai sensi dell'art. 147 del T.U.A.) di programmare in un quadriennio il raggiungimento graduale di specifici obiettivi regolatori. http://www.ato1acqua.marche.it/hh/index.php

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Grazie all’Italia, nell’ambito del Programma Idrologico Internazionale (IHP), è stata creata nel 2017, sotto l‘egida dell’UNESCO la “Rete Globale dei Musei dell’Acqua”, che coinvolge ad oggi oltre 60 musei e centri di ricerca in varie parti del mondo. Come recita il comunicato stampa del Ministero degli Esteri del 2018 al momento del riconoscimento ufficiale da parte del Consiglio Intergovernativo dell’Unesco, a giugno dello stesso anno l’iniziativa, nata nel 2017 grazie alla collaborazione tra Università Ca’ Foscari, il Centro Civiltà dell’Acqua, l’Ufficio Regionale UNESCO per la Scienza e la Cultura in Europa di Venezia e la Rappresentanza Permanente d’Italia all’UNESCO, ha ricevuto l’adesione di numerosi Paesi interessati a sviluppare una “coscienza” dell’acqua per assicurare soprattutto alle giovani generazioni un futuro sostenibile, in linea con gli obiettivi della nuova Agenda di Sviluppo della Nazioni Unite. I Musei dell’Acqua rappresentano i luoghi in cui si valorizza la ricchezza e l’unicità dell’inestimabile patrimonio “idraulico” dei nostri Paesi, un patrimonio di cultura e 8 conoscenza che, nel caso italiano, si estende dall’epoca degli Etruschi, dei Romani, del Medio Evo e del Rinascimento fino ai giorni nostri. Un “sapere” che costituisce una risorsa formidabile per affrontare le sfide che nel settore idrologico e della gestione delle risorse idriche la comunità internazionale è chiamata oggi ad affrontare. I Musei Italiani Anche sul tema della “cultura dell’acqua”, l’Italia conferma la sua leadership nella conservazione e trasmissione del patrimonio, tanto materiale che immateriale, alle future generazioni.  Centrale dell’acqua a Milano  Museo dell’acqua di Siena  Museo dell’Acqua di Asiago  Museo dell’acqua a Lappago – Lappach  Museo per le Acque del Gran Sasso  Ecomuseo Martesana  Museo delle Acque di Venezia  Opificio della Grada di Bologna  Vicus Caprarius a Roma Fonte: http://www.risorsa-acqua.it/mattoni/i-musei-dellacqua-network-water-museums/

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Le iscrizioni al Master Management del servizio idrico e del servizio rifiuti organizzato da LUMSA, sono aperte fino al 31 marzo 2021.
 
Le lezioni del Master, che si svolgerà in modalità on-line (sincrono), inizieranno il 15 aprile 2021 e termineranno alla fine di marzo 2022.
 
Per ulteriori dettagli:
 
 
 
 
 
 

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Con delibera n. 522 del 9 dicembre 2020, l'Autorità irroga una sanzione amministrativa pecuniaria nei confronti del Comune di Barcellona Pozzo di Gotto (un Ente in tali difficoltà economiche da approvare nel 2018 un Piano pluriennale di riequilibrio finanziario), nella misura complessiva di euro 82.500 per violazione del punto 1 della deliberazione 577/2014/R/idr. La violazione riguarda la mancata applicazione della riduzione delle tariffe idriche del 10% (theta 0,9) dal 2012 al 2017. Il moltiplicatore tariffario pari a 0,9, è stato determinato dall'Autorità d'ufficio per inosservanza degli obblighi previsti in materia di trasmissione dati. L'Autorità inoltre, ordina al Comune di Barcellona Pozzo di Gotto, di disporre la restituzione agli utenti del servizio idrico, entro 180 giorni, delle differenze tra le tariffe effettivamente applicate dal medesimo Comune per i consumi degli anni dal 2012 al 2017 e le tariffe determinate d’ufficio dall’Autorità con la deliberazione 577/2014/R/idr (riduzione del 10%). https://www.arera.it/it/docs/20/522-20.htm Si rimanda inoltre ad un approfondimento (del 2015 ma ancora attuale) sul delicato tema dei quasi 1500 comuni che sono stati oggetto di determinazione delle c.d. "tariffe d'ufficio": https://www.orientamentiamministrativi.it/2015/01/i-comuni-gestori-del-servizio-idrico-e.html

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Come stabilito dal Decreto Legge 26 ottobre 2019 n. 124, convertito con modificazioni dalla Legge 19 dicembre 2019, n. 157, a partire dal 1° gennaio 2021 i bonus sociali per disagio economico saranno riconosciuti automaticamente ai cittadini/nuclei familiari che ne hanno diritto. Pertanto, dal 1° gennaio 2021, i cittadini non dovranno più presentare domanda per ottenere i bonus per disagio economico relativamente alla fornitura di energia elettrica, di gas naturale e per la fornitura idrica presso i Comuni o i CAF i quali non dovranno accettare più domande. Ai cittadini/nuclei familiari aventi diritto verranno erogati automaticamente (senza necessità di presentare domanda) le seguenti tipologie di bonus: · il bonus elettrico per disagio economico · il bonus gas · il bonus idrico Non verrà invece erogato automaticamente il bonus per disagio fisico il quale continuerà ad essere gestito da Comuni e/o CAF. Per ottenere i bonus per disagio economico, pertanto, sarà sufficiente richiedere l’attestazione ISEE. Se il nucleo familiare rientrerà nelle condizioni che danno diritto al bonus, l'INPS, in conformità a quanto previsto dalla normativa sulla privacy, invierà i dati necessari al Sistema Informativo Integrato (SII), gestito dalla società Acquirente Unico, che provvederà ad incrociare i dati ricevuti con quelli relativi alle forniture di elettricità, gas e acqua consentendo l’erogazione automatica del bonus agli aventi diritto. Per l’accesso al bonus per disagio fisico nulla cambia dal 1° gennaio 2021: i soggetti che si trovano in gravi condizioni di salute e che utilizzano apparecchiature elettromedicali dovranno continuare a fare richiesta presso i Comuni e/o i CAF delegati. Si precisa che i bonus in corso di erogazione al 31 dicembre 2020 continueranno ad essere erogati con le modalità oggi in vigore. http://www.sgate.anci.it/?q=archivio-notizie/bonus-sociale-cosa-cambia-dal-2021

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La nuova Legge di Bilancio 2021 prevede un nuovo credito d'imposta del 50% (bonus acqua potabile). Il limite massimo di spesa è di 1.000 euro per le persone fisiche ed esercenti attività economica per ciascuna unità immobiliare e di 5.000 euro per ciascun immobile adibito all'attività commerciale o istituzionale. Pertanto, dal 1° gennaio 2021 al 31 dicembre 2022, c'è la possibilità di fruire di un credito d'imposta nella misura del 50% delle spese sostenute per l'acquisto e l'installazione di sistemi: - di filtraggio;  - mineralizzazione; - raffreddamento; - addizione di anidride carbonica alimentare E 290; - per il miglioramento qualitativo delle acque destinate al consumo umano erogate da acquedotti. http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/18/DDLMESS/0/1188637/index.html?part=ddlmess_ddlmess1