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 Dopo aver analizzato i due documenti di consultazione predisposti dall’AEGSII sulle tariffe di depurazione delle acque reflue industriali ci è venuto qualche dubbio sul pieno rispetto del principio “chi inquina paga” ovvero della declinazione “chi più inquina più paga”,  introdotto nel comparto idrico dalla direttiva quadro sulle acque 2000/60/CE.

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Conclusioni: con la metodologia B, la tariffa di depurazione di uno scarico produttivo, per concentrazioni al di sotto di quella massima ammissibile in fognatura, determinerà una riduzione di tariffa che di fatto potrebbe essere fatta gravare sulle utenze domestiche.

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Con il provvedimento n. 663 l'AEEGSI ha approvato lo schema regolatorio, recante le predisposizioni tariffarie per gli anni 2014 e 2015, relativo al Comune di Aosta.

http://www.autorita.energia.it/it/docs/15/009-15.htm

 

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L’AEEGSI in data 15 gennaio 2015 ha pubblicato altri due procedimenti:

1 - per definire e uniformare i criteri per la riscossione e il riparto della tariffa tra i diversi gestori interessati nel caso in cui il servizio idrico integrato sia gestito separatamente.

Delibera 15 gennaio 2015  7/2015/R/idr

http://www.autorita.energia.it/it/docs/15/007-15.htm

 

2 -  per la definizione dei criteri di articolazione tariffaria applicata agli utenti dei servizi idrici

Delibera 15 gennaio 2015 8/2015/R/idr

http://www.autorita.energia.it/it/docs/15/008-15.htm

 

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Consultazione 645/2014/R/com  pubblicato il 23 dicembre 2014 dal titolo "Definizione del meccanismo a copertura del rischio di morosità per popolazioni colpite dagli eventi sismici del 20 maggio 2012 e giorni successivi
Il documento per la consultazione espone gli orientamenti dell'Autorità in relazione al meccanismo di copertura del rischio di morosità relativo alla forniture di energia elettrica, gas e del servizio idrico integrato in considerazione della sospensione dei termini di pagamento e successiva rateizzazione a favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici verificatisi nei giorni 20 maggio e successivi.

Termine invio osservazioni 31.01.2015

http://www.autorita.energia.it/it/docs/dc/14/645-14.jsp

 

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Con la Delibera 15 gennaio 2015 6/2015/R/idr, l’Autorità ha avviato il procedimento per la definizione del Metodo tariffario idrico per il secondo periodo regolatorio, ed ha individuato il termine del 31 dicembre 2015 per la conclusione del procedimento.

http://www.autorita.energia.it/it/docs/15/006-15.htm

 

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Consultazione 665/2014/R/idr  pubblicato il 23 dicembre 2014 dal titolo "Regolazione della qualità contrattuale del servizio idrico integrato ovvero di ciascuno dei singoli servizi che lo compongono."
Il documento per la consultazione n. 665 illustra gli elementi di inquadramento generale nonché i primi orientamenti in ordine alle principali linee di intervento che l'Autorità intende seguire nella regolazione di alcuni aspetti della qualità contrattuale del servizio idrico integrato

Termine invio osservazioni 30.01.2015

http://www.autorita.energia.it/it/docs/dc/14/665-14.jsp

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In attuazione di quanto previsto dal Business Plan 2014-2016, il Gruppo Acsm-Agam ha ceduto a BrianzAcque, gestore del servizio idrico integrato individuato dall'ATO Monza Brianza, il ramo di azienda idrico di Monza, avente ad oggetto l'erogazione del servizio idrico e fognario.

La cessione avrà effetto a decorrere dal primo gennaio 2015: da tale data BrianzAcque subentrerà ad Acsm Agam Reti Gas Acqua nella gestione dei servizi idrici nel Comune di Monza.

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Segnaliamo l'accattivante analisi di Alberto Pierobon pubblicata su Lexambiente.it dal titolo "E' vero, ma non ci credo!".

L'articolo completo è disponibile a questo link: http://lexambiente.it/ambiente-in-genere/188-dottrina188/11146-2014-12-14-18-00-01.html

A seguire l'abstract:

"Le note vicende campane su certi feroci e perduranti fenomeni di inquinamento (acqua, rifiuti, etc.), connessi a voraci criminali spesso collusi con le istituzioni), echeggiano ultimamente nei mass media e si prestano a una nostra, prima, ricostruzione tematica.

Pur partendo da documenti e dati resi disponibili da molte fonti, abbiamo evitato di aderire alla lettura secondo la quale colpevoli sono coloro che abitano quei territori, asserendo implicitamente una loro supina collusione.

Abbiamo evitato di seguire la comoda e strumentale spiegazione che si rifà a certi criteri di causalità. Infatti, a noi pare non sia possibile affrontare questa complessa tematica senza soffermarsi sugli intrecci criminali e sulle loro tecniche e pure sulle loro storie!

E’ necessario, infatti, adottare una lettura meno folkloristica e banale: di qui la contestualizzazione e il soffermarsi su questi fenomeni nel loro sfondo storico-sociale, evitando di incagliarsi nei soliti pregiudizi, con conseguenti sillogismi come si vorrebbe usualmente propinare.

Ecco che certe problematiche possono assumere una diversa prospettiva e densità, soprattutto ove siano svolte fuori dalle corti e dalle narrazioni-cliché che vanno per la maggiore. Il che ci consente di allargare la visione e di analizzare meglio le casistiche, non rimanendo confinati in quel solo territorio, né chiudendosi in quei soli contesti o soggetti criminali, come “tradizionalmente” intesi..

Infatti, ove si abbia il coraggio di guardare le cose per come sono, fuori dai soliti luoghi comuni e dai discorsi stereotipati, si potrà riscontrare una obiettiva diffusione di questi fenomeni, sempre più al Nord d’Italia2: il che ci fa meglio comprenderne la continuità, la complessità, la potenza e la difficoltà a individuarli, interpretarli e, financo, ad estirparli con le consuete categorie.

Per evitare una semplice, sommaria ricostruzione a collage, abbiamo cercato di superare certe reticenze (rectius, prudenze), punteggiando lo scritto con alcune notazioni derivanti dalla nostra diretta esperienza, sperando che siano utili a “svegliare” la maggioranza per così dire “insensibile”,anche degli addetti ai lavori dei controllori delle forze di polizia, che gravemente trascurano questi fenomeni riducendoli appunto a conati locali o al portato di specificità.

Purtroppo, per comprensibili motivi, non abbiamo parlato in modo più verace, peraltro considerando la selva di contromisure (non solo giuridiche) che spesso vengono azionate per imbavagliare o attenuare le voci critiche. Confidiamo però che già in questa seppur sommaria e modesta rappresentazione non pochi lettori potranno trovare utili spunti di riflessione, se non motivazioni, per un approccio diverso ai temi ambientali e non, che bloccano il nostro Paese fino ad affossarlo."

 

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Con la Delibera 662/2014/R/idr, l'Autorità per l'energia elettrica il gas e il sistema idrico inizia ad individuare i costi ambientali e della risorsa (ERC) e ne prevede l'esplicitazione, per l'anno 2015, nel Vincolo dei ricavi di gestione di oneri già riconosciuti, ad invarianza dello stesso e del moltiplicatore tariffario. 

A seguito della consultazione (DCO 539/2014/R/idr) e nelle more dell'emanazione del regolamento da parte del Ministero dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare sulle linee guida per la definizione del costo ambientale e del costo della risorsa per i vari settori d'acqua, l'Autorità individua un primo insieme di oneri locali ricompresi nella componente ERC2015, quali:

  • canoni di derivazione e sottensione idrica;
  • contributi a comunità montane;
  • altri costi operativi (quali quelli destinati all'attuazione di specifiche misure connesse alla tutela e alla produzione delle risorse idriche o alla riduzione/eliminazione del danno ambientale o finalizzati a contenere o mitigare il costo-opportunità della risorsa)


Il provvedimento rimanda invece l'attribuzione, alla componente ERC, dei costi di capitale della filiera di depurazione alla successiva fase di enucleazione, prevista per il secondo periodo regolatorio idrico.

Sulla base di tali criteri, si prevede, quindi, che i soggetti competenti determinino i costi ambientali e della risorsa delle singole gestioni, quantificando la componente ERC2015 per ciascuna gestione e la comunichino - secondo modalità ed entro tempistiche che saranno definite - unitamente alla rideterminazione delle componenti del Vincolo dei ricavi di gestione ove precedentemente tali voci di costo fossero già state ricomprese.

Delibera  662/2014/R/idr  pubblicata il 23 dicembre 2014 
Individuazione ed esplicitazione dei costi ambientali e della risorsa con riferimento a quanto previsto nel metodo tariffario idrico (MTI) per l’anno 2015

http://www.autorita.energia.it/it/docs/14/662-14.htm

 

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Con la delibera n. 602/2014/R/eel, l'AEEGSI ha definito disposizioni specifiche in materia di switching nel caso di forniture di energia elettrica nel mercato libero a clienti finali titolari di punti di prelievo nella titolarità di gestori del servizio idrico integrato.

http://www.autorita.energia.it/it/docs/14/602-14.htm

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Con il provvedimento n. 663 l'AEEGSI ha approvato lo schema regolatorio, recante le predisposizioni tariffarie per gli anni 2014 e 2015, relativo al Comune di Aosta.

http://www.autorita.energia.it/it/docs/14/663-14.htm

 

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Il comune di Domusnovas, nella provincia di Carbonia Iglesias, potrà gestire in autonomia il servizio idrico integrato fino al 2023, quando scadrà il contratto stipulato con la società affidataria Domusacqua srl. Lo ha stabilito la sentenza del Consiglio di Stato, accogliendo il ricorso del Comune avviato nel 2006. Ne dà notizia L’Unione sarda.

Per gli avvocati del Comune «viene fatta salva la gestione autonoma fino al 2023 perché l'affidamento del servizio idrico alla Domusacqua srl è precedente all'entrata in vigore della legge del 2 ottobre 2003 che non riconosce come valide le gestioni miste pubblico-private come quella domusnovese. Un principio valido per tutti i Comuni che si trovano nella stessa particolare condizione».

«L'acqua è nostra e tale resterà, - commenta soddisfatto il il sindaco Angelo Deidda - Ato e Abbanoa riflettano. Questa sentenza ci ripaga di 10 anni di lotte per le quali voglio ringraziare i domusnovesi che ci hanno sempre supportato in ogni iniziativa. Ora chiederemo i danni alla Regione - continua l'amministratore - perché in questi anni, a causa della interminabile vertenza, non abbiamo potuto contrarre mutui e investire su rete idrica e depuratore cittadino».   http://quindici.federutility.it