AcquaInfo


Decreto Liberalizzazioni

Pubblichiamo una scheda di sintesi curata dall'avv. Lucia Pitzurra riguardante l'art 25 del  DL 1/2012 - Riforma dei SPL di cui agli artt. 3bis e 4 DL 138/2011.

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Il Rapporto sui servizi idrici in Umbria

Le condizioni di costo delle tariffe per le Forniture idriche, gravano sui bilanci delle imprese e ne influenzano la competitività e, al tempo stesso, sono un elemento determinante anche nella formazione dei prezzi dei beni e dei servizi acquistati dalle famiglie. Dal Rapporto Indis, Istituto Nazionale Distribuzione e Servizi di Unioncamere, realizzato con il supporto scientifico di REF – RICERCHE, l’andamento di prezzi e tariffe ad uso industriale nei comuni umbri con più di 5000 abitanti.

www.pg.camcom.gov.it/uploaded/Primo%20piano%202012/Rapporto_idrico2012.pdf

 

 

L’acqua nella Provincia di Ancona? Pubblica, buona, ma “sommersa” da una “marea” di sfide

A 5 mesi dal referendum, sull’acqua pubblica “piovono” ancora minacce. A rischio le tariffe, gli investimenti e la qualità del servizio. A scattare la fotografia dell’acqua post-referendum in Provincia di Ancona è l’Autorità d’Ambito Ottimale n.2 “Marche Centro - Ancona”.

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Gli effetti tariffari dell'esito del secondo quesito referendario

Dopo la recente tornata referendaria, abbiamo letto o sentito molte affermazioni riguardanti i servizi idrici. Alcune dai toni imperativi: “Togliere subito dalle tariffe idriche la remunerazione del capitale”, altre più ottimiste: “Gli investimenti saranno coperti con la fiscalità generale”, altre addirittura minacciose: “Non faremo più investimenti!”
Sorge allora spontanea una riflessione: sono affermazioni convinte e motivate o posizioni strumentali?
Solo su una cosa siamo tutti d’accordo: abbiamo bisogno di chiarirci le idee.

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La tariffa del Servizio Idrico Integrato: passato, presente e futuro

Una breve analisi dei sistemi tariffari per la determinazione della tariffa del servizio idrico integrato, con una prima riflessione sugli effetti del referendum riguardante l'abrogazione dell'adeguata remunerazione del capitale investito.

Nella tariffa del SII, in sostituzione della componente "R" remunerazione, si potrebbe prevedere il costo del capitale? In tal caso come dovrebbe essere calcolato? Prendendo spunto da alcune proposte di aggiornamento del MN si potrebbe quantificare pari all'Interest Rate Swap (IRS) a 15 anni sommato ad un componente da differenziare a seconda che venga utilizzato capitale di terzi o capitale proprio?

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Regolazione tariffaria e risultati gestionali, il ruolo dell'innovazione tecnologica

 

Roberto Zocchi (Acea) in questa analisi affronta il delicato tema della regolazione tariffaria e della innovazione tecnologica.

 

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Acqua Bene Comune, Patrimonio dell’Umanità

 

Diamo opportuno spazio ad un intervento a favore dei referendum pubblicando il commento di Giovanni Di Leo (Coordinamento Calabrese Acqua Pubblica):

"Tra i referendum che si svolgeranno in  Italia il prossimo 12 e 13 giugno ve ne sono due che, per la prima volta nella storia della Repubblica, sono stati promossi da comitati di Cittadini per la difesa del nostro bene più prezioso ed insostituibile, l’Acqua."....

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Referendum, Italia ed Europa: è un cocktail compatibile ?

Proponiamo un commento di Renato Drusiani (Federutility) ai due quesiti referendari sui servizi idrici:

 

"Al pari oramai di un certo "stile" che purtroppo sta facendo scuola e che privilegia lo slogan pubblicitario rispetto ad un pacato ragionamento, cerchiamo di chiarire quali sono i punti alla base dei quesiti referendari anche con riferimento al fatto che l'Italia fa parte (ancora e per fortuna) della famiglia dei Paesi che aderiscono alla Unione Europea (UE).

Innanzitutto sul primo quesito relativo all'abrogazione delle "Modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica" (ovvero l'art.23bis del c.d. decreto Ronchi) occorre, sulla base anche di molteplici pronunce della Corte Costituzionale, possiamo fare alcune considerazioni.

Se da un lato è pienamente ammissibile che uno Stato membro della UE possa adottare un quadro normativo "più competitivo" rispetto a quanto previsto dal Trattato, dall'altro è altrettanto vero che, richiamare le norme comunitarie a sostegno di una generalizzata ed obbligatoria privatizzazione del servizio, non corrisponde in alcun modo alla realtà."

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Prime osservazioni sull’esaurimento del periodo transitorio delle tariffe idriche determinate con la metodologia CIPE

Tra le tante novità introdotte dal c.d. “Decreto Sviluppo”, vi è anche la cessazione del regime transitorio  per la determinazione delle tariffe idriche con specifiche deliberazioni CIPE (nelle more dell’applicazione del Metodo Normalizzato previsto nel Decreto 1 agosto 1996).

Abbiamo raccolto le nostre osservazioni in questo articolo che vi presentiamo.

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I requisiti economici della gestione "in house"

Il Regolamento attuativo (DPR 7.9.2010 n. 168) dell'art. 23 bis prevede che l'ente locale adotti una delibera quadro (da inviare all'AGCM) che illustri l'istruttoria compiuta ed evidenzi, per i settori sottratti alla liberalizzazione, i fallimenti del sistema concorrenziale e, viceversa, i benefici per la stabilizzazione, lo sviluppo e l'equità all'interno della comunità locale derivanti dal mantenimento di un regime di esclusiva del servizio. Su tale argomento pubblichiamo una analisi dal titolo "Come documentare correttamente i requisiti economici per essere ammessi a gestire in house il servizio idrico" realizzata da Samir Traini (ref.)

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La disciplina dei servizi pubblici locali di rilevanza economica

Nel presente contributo, realizzato da Enzo Maria Tripodi (Coordinatore INDIS-Unioncamere), vengono brevemente ricostruite le linee generali della disciplina dei servizi pubblici locali di rilevanza economica, contenuta, nei suoi termini principali, nell’art. 23-bis del d.l. n. 112/2008 e successive modifiche.

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Le cooperative di comunità possono gestire i servizi idrici? Intervista al Prof. Stefano Zamagni

Il servizio idrico integrato nel nostro paese è ancora una volta in una fase di profondo mutamento. Uno dei temi storicamente più dibattuti (soprattutto di recente) riguarda la forma d’impresa nella gestione del servizio idrico. Il legislatore nazionale è intervenuto nuovamente prima nel 2008 poi nel 2009 prevedendo la liberalizzazione del settore idrico.

Riteniamo sia corretto interrogarsi sull’esistenza di altre modalità di gestione dei servizi idrici. Prendendo quindi spunto da una recente analisi realizzata da Euricse ci siamo posti la seguente domanda: Le cooperative di comunità o di utenza (come vengono definite negli USA) possono gestire i servizi idrici?

Lo abbiamo chiesto al Prof. Stefano Zamagni, professore ordinario di Economia Politica all'Università di Bologna (Facoltà di Economia), Presidente dell’Agenzia per le ONLUS, uno degli economisti italiani più conosciuti e apprezzati anche all'estero:

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Primo piano


  • In Parlamento

     

    PROPOSTA DI LEGGE D'INIZIATIVA POPOLARE N. 2: "Princìpi per la tutela, il governo e la gestione pubblica delle acque e disposizioni per la ripubblicizzazione del servizio idrico"

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    PROGETTO DI LEGGE N. 1951: "Modifiche agli articoli 147, 148, 151 e 166 e abrogazione dell'articolo 150 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, nonché modifiche all'articolo 23-bis del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, in materia di gestione del servizio idrico integrato e dei consorzi di bonifica e irrigazione"

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  • Delibera Cipe n. 117/2008: annualità 2009 e 2010

    L'adeguamento per l'anno 2009 dovrà essere richiesto entro il 30 maggio 2010 e le nuove tariffe decorreranno dal 1 gennaio 2010. Entro la fine dell'anno in corso dovrà essere eliminato il minimo impegnato

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    Pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 71 del 26 marzo 2009 la nuova deliberazione del Cipe riguardante adeguamenti tariffari per i gestori in regime transitorioL'adeguamento per il periodo 2003/7 non può superare il 5%

    Relazione al CIPE sull'attività svolta dal NARS nel 2007.

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    Una breve sintesi della Deliberazione Cipe n. 117/2008.

    La circolare applicativa n 3636/c del 18 maggio 2010

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    Il modulario integrato 2010 (vers 25 maggio 2010)

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  • Tariffa depurazione per i non serviti

     

    La Corte Costituzionale con sentenza n. 335/2008 ha riconosciuto l’illegittimità costituzionale parziale dell’art. 14, c. 1°, della legge 05/01/1994, n. 36. Considerata la natura di corrispettivo di servizio e non di tassa, la tariffa di depurazione deve essere pagata solo se l’utente usufruisce del servizio.

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    Corte dei Conti della Lombardia: Pubblicata la Deliberazione n. 25 riguardante l'applicazione della tariffa di depurazione per i c.d. "non serviti" (Sentenza n. 335/2008 della Corte Costituzionale

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    Legge n. 13/2009 "Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 208, recante misure straordinarie in materia di risorse idriche e di protezione dell'ambiente"

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    Secondo l'Agenzia delle Entrate, l'istanza di rimborso riguardante la tariffa di depurazione non dovuta ai sensi della sentenza n. 335/2008 è soggetta ad imposta di bollo

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    Anea ha pubblicato la Circolare 08/04/2009 che analizza gli effetti dell'art. 8 sexies "Disposizioni in materia di servizio idrico integrato della Legge 27 febbraio 2009 n. 13 di conversione del D.L. 30 dicembre 2008 n. 208"

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